
Reddito di cittadinanza/adi e vincite online
In questo contributo analizzo una sentenza pronunciata dal Tribunale di Palermo (sent. n. 4463/2024) in materia di falsa dichiarazione l’accesso al beneficio del Reddito di Cittadinanza
Il fatto
Una mia assistita veniva tratta a giudizio per il reato di cui all’art. 7 del d.l. 4/2019. L’accusa contestava l’omessa comunicazione di vincite da gioco online per oltre 22.000 euro, sostenendo che tale omissione fosse finalizzata a mantenere indebitamente il Reddito di Cittadinanza.
Il rischio: dalla falsa dichiarazione RdC all’ADI
Sebbene il caso riguardi il Reddito di Cittadinanza, il principio è oggi più attuale che mai con l’entrata in vigore dell’ADI (Assegno di Inclusione) e per qualsiasi dichiarazione volta a ottenere sussidi statali. Il rischio penale per “omessa comunicazione” o “falsa dichiarazione” è elevatissimo: le autorità incrociano i dati dei conti-gioco online ipotizzando un arricchimento automatico. Tuttavia, un numero su uno schermo non sempre corrisponde a denaro in tasca.
la strategia difensiva
Nel corso del dibattimento, il mio studio ha scardinato il teorema accusatorio dimostrando che le vincite nominali non equivalgono a un reale mutamento della condizione economica. Come evidenziato nella sentenza, l’obbligo di comunicazione sussiste solo per le variazioni patrimoniali “che fossero in concreto idonee a comportare la perdita dei requisiti”.
Non è stato provato che le somme siano state effettivamente prelevate o che non siano state immediatamente reimpiegate in altre giocate, annullando l’incremento.
La decisione
Il Giudice ha accolto la tesi difensiva con una motivazione cristallina:
“Non vi è prova che l’ammontare effettivo del patrimonio mobiliare dell’imputata abbia per effetto delle vincite registrate travalicato effettivamente la soglia di ammissibilità normativamente prescritta”.
Per questo motivo, la mia assistita è stata assolta perché il fatto non sussiste.
Ogni caso è a sé, ogni processo è diverso e ogni dettaglio conta: una difesa consapevole può fare la differenza tra condanna e proscioglimento.
